La Cattedrale (dal 1284-1341), piazza Duomo
Situata nel cuore economico-religioso della città, la cattedrale
è il risultato di numerosi rimaneggiamenti nel corso dei secoli.
A partire dal 1185, dopo la famosa distruzione operata dal
Barbarossa, venne eretto un edificio a pianta basilicale dotato di tre
navate absidali. I resti di tale edificio, riportati alla luce durante
la campagna di restauri del 1952-59, sono in parte visibili dalla
cripta. La chiesa attuale però è il risultato delle opere
attuate tra il 1284 ed il 1341 dai Maestri Comacini, sotto la direzione
del Maestro Giacomo di Gabbiano e di Grazio da Prata, che riuscirono ad
innestare una struttura gotica alla già esistente romanica. Sono
presenti opere pittoriche di Rinaldo Da Spino, di Vincenzo Civerchio,
di Mauro Picenardi, di Francesco Bissolo, di Guido Reni, di Giovan
Battista Lucini e statue di Davide e di Salomone Fantoni.
Santa Maria della Croce (1490-1500), viale Santa Maria della Croce
In seguito all’apparizione della Vergine a Caterina degli
Uberti il Consiglio Cittadino decise, nel 1490, la costruzione di un
edificio sacro per la venerazione della Madonna sul luogo
dell’apparizione, ad un chilometro da Crema. L’architetto
prescelto per il progetto fu Giovanni Battagio, allievo del
Bramante. La basilica, a pianta centrale, fu completata da
Giovanni Antonio Montanaro nel 1500. Nel suo interno si possono
ammirate numerosi affreschi di Carlo Urbino, dei fratelli Bernardino ed
Antonio Campi, dei Aurelio Gatti, di Giovan Battista Grandi, di
Benedetto Diana, di Angelo Bacchetta e dei Torricelli da Lugano e di
Rosario Folcini.
Ex chiesa di Santo Spirito e Santa Maddalena (1511-1520), piazza Trento e Trieste
Già dal 1277 esisteva un piccolo ospedale dei frati della
carità di Santo Spirito, che trasformarono l’edificio in
chiesa tra il 1511 ed il 1520, forse su progetto di Agostino De
Fondulis. Nel 1810 la chiesa fu soppressa e destinata a scuola nel
1837. Oggi è di proprietà privata.
Santa Chiara (1514), via Santa Chiara
La particolare pianta a trapezio retto di questo tempio deriva dalla
vecchia funzione di macello pubblico, poi adattato a chiesa per le
Clarisse già dal 1449. Nel Seicento venne concepita una nuova
facciata su doppio ordine con frontone ed un’unica apertura
rettangolare.
San Bernardino (1518-34), via Cesare Battisti
Innalzato tra il 1518 e il 1534, in ricordo di una visita compiuta dal
Santo in Crema, oggi funge da auditorium, pur rimanendo chiesa
consacrata. L’interno racchiude un proliferare di opere
d’arte in ognuna delle quattordici cappelle laterali: affreschi,
oli su tela e stucchi dei maggiori pittori della zona (Civerchio,
Urbino, Barbelli, Pombioli, Lucini, Picenardi, Brunelli), si snodano
nel percorso religioso sovrastato dall’ampia volta a botte, con
pitture a monocromo datate 1868, opera di Luigi Manini. Presso la Pro
Loco è disponibile il depliant illustrativo.
San Giovanni (1583-1584), via Matteotti
I Confratelli della Carità, un’organizzazione caritativa
nata nel 1576 su iniziativa dello storico e letterato Alemanno Fino,
vollero fortemente un luogo di culto per la loro organizzazione. Il
progetto fu di Evangelista degli Alessandri, o più probabilmente
di Marcello. Dal 1636 al 1640 vi operò il Barbelli, dedicandosi
interamente ad ogni superficie libera.
Santa Maria delle Grazie (1601-11), via delle Grazie
Sulle mura che proteggevano la città nel 1500 venne affrescata
un’immagine della Vergine, per mano di Giovanni da Caravaggio; il
1 giugno 1601 venne posta la prima pietra dell’attuale chiesa.
L’architetto, secondo le cronache del periodo, fu Marcello
Alessandri e la decorazione dell’interno fu affidata al Barbelli,
che vi lavorò dal 1641 al 1643, riportando gli episodi della
“Vita della Vergine”.
San Benedetto (1621-23), piazza Garibaldi
Sul finire del secolo VI venne fondato il borgo longobardo di San
Benedetto e fu eretta una piccola chiesa, poi ampliata ed utilizzata,
insieme al neonato convento annesso, dai monaci benedettini di regola
cassinese dal 1097 al 1464. L’edificio attuale è un
rifacimento di tale chiesa attuato dal Richini nel 1621-23, con
facciata in calce bianca su doppio ordine, decorata da nicchie e da
trabeazione ionica; l’interno, a navata unica, con quattro
cappelle, è un proliferare di decorazioni barocche a stucco
dorato. Il Barbelli vi lavorò in varie cappelle.
Chiesa del Quartierone (1717), vicolo del Quartierone
Cappella costruita nel 1717 su di una caserma militare che si innalzava
fra il Monte di Pietà e le mura. Fu rimaneggiata nel 1852. Venne
restaurata sul finire del secolo scorso.
Santissima Trinità (1737-40), via XX Settembre
Già in epoca altomedievale esisteva qui una chiesa, a ridosso
delle mura di confine della città, che venne distrutta dal
Barbarossa nel 1160. Venticinque anni dopo presero avvio i lavori del
nuovo tempio, abbattuto nel Quattrocento per farne uno di maggiori
dimensioni. Nel 1737 venne dato l’avvio alla costruzione del
nuovo tempio, il cui progettista fu Andrea Nono. La chiesa ha due
facciate in ridondante stile Rococò. All’interno vi hanno
operato Fabrizio Galliari, il Peroni, il Brunelli, Giordano Sanzio,
Giordano Pombioli, il Fedrighetto ed il Batoni. L’opera
più pregevole è comunque la “Natività”
di Calisto Piazza. Di pregevole fattura il coro ligneo restaurato nel
1996.
San Giacomo (1749), piazza Caduti sul Lavoro
L’attuale chiesa è datata 1749 ed è la settima,
dopo una serie di chiese precedenti distrutte o rimaneggiate. Proprio
all’interno si trovano i motivi di vanto della chiesa: la serie
di dipinti del Conti, di Carlo Urbino, del Legnani, del Cignaroli e del
Botticchio, oltre che le pale del Civerchio e del Picenardi.
Santa Maria della Stella (1834-1885), via Civerchi 9
Addossato al palazzo Benzoni, sede della Biblioteca, si apre il
portoncino d’ingresso della neorestaurata chiesa di Santa Maria
della Stella, che dal 1834 ha trovato collocazione in una stanza della
dimora Benzoni. Al suo interno è possibile venerare la famosa
“Madonna Nera”, restaurata nel corso dell’anno 2004.



